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… sotto la maggior parte dei quadri, ci sono uno o due dipinti. Mi preoccupa l'idea che, un giorno, qualche parte possa cadere giù e possa intravedersi qualcuna delle teste che stanno sotto.
(Jean Michael Basquiat, tratto dall'intervista con Henry Geldzahler, 1983)

Parole... poesie... scritti...

Non ho mai volato.
Su di questa terra di cemento e catrame
Io
non ho mai volato.
Muri in ogni direzione
a formare un susseguirsi
di edifici che non sono case.
Tra queste strade
(senza dove e senza uscita
intrise di pioggia stagnante),
entità antropomorfe,
che sembrano uomini
ma uomini non sono,
camminano così come
si brancola nel buio
e i loro occhi
iniettati di smarrimento
vedono case che non esistono.
Su di questa terra
dall’odore di cherosene
i fiori di plastica adornano
gli incroci e i vicoli ciechi,
c’è ancora chi li annaffia
oppure li dipinge
esattamente come si incipriano i morti.
Qualche bambino randagio
canta con voce calda
ninnananne antiche
all’orecchio di vecchi morenti,
e mentre le loro manine rosa
stringono la pelle riarsa e fredda
di quelle mani più grandi
a volte interrompono il canto soltanto per dire:


"Non è successo niente,
dormi tranquillo
non è successo niente…"

Qui, c’è chi ride senza poter smettere,
c’è chi vorrebbe piangere
ma ne ha dimenticato i segreti,
c’è chi parla ininterrottamente
cercando qualcosa di cui parlare
c’è chi tace nel silenzio
perché ha troppo da dire.
Qui
nessuna libertà,
manette come tagliole
e quando le palpebre sono chiuse
le ciglia paiono essere
filo spinato annerito.
Eppure
sotto questo sole gelido
che non possiede alcun calore
io posso
infilarmi la bragatura
delle mie ali di cera
e così volare, senza paura,
cercando di giungere laddove
io sarò la mia casa.

Jari Casagrande per Ornella Lamberti (2000)



Sigillo-segreto-mistero.
Bocca
Avere il sigillo alle labbra:non poter parlare
Sigillare: chiudere bene, com-baciare
Non sigilla: non si chiude (non si può impedire)

Segreto: ciò che non deve essere divulgato e si tiene celato nel proprio animo

Qui c'è un mistero, qualcosa di non spiegato, che solleva dubbi e desta sospetti...

Ornella Lamberti per IL SIGILLO (2003)



… una maschera di scimmia, simbolo utilizzato da antiche tribù in rituali che servono per ritornare in contatto con il proprio spirito guida, il proprio passato, la propria cultura.
La maschera come sinonimo della personalità è la manipolazione necessaria per sopravvivere nel mondo, quando il contatto con il nostro centro è perduto.
E' con le mani che creiamo-manipoliamo le nostre maschere, che copriamo gli sguardi vuoti, incapaci di esprimere l'impotenza della solitudine.

Ornella Lamberti per "Concorso San Carlo per l'Arte - Torino (2003)



E' un tratto, un segno che brucia l'anima.
Un punto di colore che invade il pensiero,
ti prende, ti lucida la mente.
Ti abitua all'idea.
Ti solletica l'umore.
Come quando piove e sei fuori di casa.
All'aperto, tra scorci di luce e squarci d'ombra.

Ernesto Fazioli per Ornella Lamberti (2004)



Dopo il duro viaggio del Carro, occorre che le energie di questo cammino siano coordinate dalla ragione e da leggi precise che solo la Giustizia può portare.
Questa lamina rappresenta il necessario equilibrio affinché le opposizioni si integrino ed agiscano costruttivamente. Per questo, viene raffigurato il volto di un condottiero, di un vero eroe, severo nella sua vita terrena, leggendario per i suoi ideali: Che Guevara. Dietro la sua effige, appare la morte, giustizia suprema che agisce la sua azione dirompente su ogni essere umano, al di là del ceto e del potere. E’ una Giustiza estrema, quella che si evince dalla lotta suprema, affinché gli ideali si affermino sulla sopraffazione. Non è una Giustiza semplice e accessible a tutti, è costoso il prezzo che chiede, in quanto la vita è la sola moneta che può pagare per questa lotta, che può apparire spietata, ma è votata verso il giusto. La Giustizia dei Tarocchi è in analogia al segno della Bilancia, in collegamento all’equinozio d’Autunno, momento dell’anno in cui la luce eguaglia il buio. Per questo, tutto deve essere assolutamente speculare, per indicare la simmetria necessaria nel dualismo. Infatti, morte e vita si eguagliano e la spada diviene una bilancia, che non pesa le anime, ma sottolinea il suo clamore anche dopo la morte. Non può esservi dimenticanza, altrimenti, la spada si risveglia per ristabilire l’ordine perduto. Essa non ha una natura lesiva, ma solo protettrice di una regolamentazione necessaria al cammino individuale. La Giustizia è quindi in relazione all’ordine, alla legge, alla misurazione del tempo e delle energie personali e al livellamento. In questa lamina appare un certo rigore, anche se poi le punizioni possono essere superate attraverso la giusta accettazione. La carta indica anche una sorta di giustizia interiore che può attivare pesanti e inibenti sensi di colpa o paure di punizione. Essa origina un grande bisogno di rendere giustizia a chi non l’ha mai avuta, in quanto sono troppe le persone che non hanno avuto voce nell’esistenza. E’ un monito, affinché i più deboli non siano dimenticati.

Morena Poltronieri per TAROCCHI eVOLUTI Arcano VIII Justiche di Ornella Lamberti (2005)



La filosofia di Basquiat introduce in modo significativo l’artista Ornella Lamberti che con la mostra dal titolo “Pro-filo Sporko“ inaugura lunedì 2 ottobre alle h.20.00, la stagione autunnale del Matusel Art Project a cura dell’Associazione Culturale C-Voltaire Arci, presso i locali del Matusel, Via Bertoloni 2 a Bologna.
L’artista presenta una installazione, “l’arte che cammina” in una serie di 22 tele originali, montate su shopper di cotone, sulle quali ha dipinto nei colori acrilici nero, bianco e rosso, profili umani che si affrontano senza toccarsi, un tema forte che lavora sul significato psicologico della incomunicabilità, della distanza, e sulle possibilità che in accezione negativa e positiva essa comporta.
L’artista esalta l’energia del valore iconico attraverso l’immediatezza della pittura, del disegno e dell’impatto cromatico. Sporko, come arcaico, selvaggio, primitivo, sinonimi che si ricollegano al soggetto centrale e simbolico della “maschera” , aspetto che l’artista indaga da sempre con grande riflessione.

Irene Zangheri per PRO-FILO SPORKO di Ornella Lamberti (2006)